6. Quando vegio rinverdire

By Auteur inconnu

Quando vegio rinverdire

giardino e prato e rivera,

gli aucelletti odo bradire,

udendo la primavera

fanno lor gioia e diporto,

ed io vo' pensare e dire:

canto per donar conforto

e li mal d'amor covrire,

chè l'amanti pere a torto.

L'amor è legiere cosa,

molt'è forte es<s>ere amato;

chi è amato ed ama in posa

lo mondo à da lo suo lato.

Le donne n'ànno pietanza

chi per lor patisce pene.

Sed è nullo c'agia amanza,

lo suo core in gioi mantene,

tut<t>or vive in allegranza.

In gioi vive tut<t>avia;

al cor sento ond'io mi doglio,

madonna, per gelosia;

pensamento mi fa orgoglio.

Amor non vole invegiamento,

ma vuol esser sofritore

di servire a piacimento;

quello che 'ntende amore

si conviene a compimento.

Vostra sia la 'ncomincianza,

chè m'invitaste d'amore,

non guataste in fallanza,

chè comprendeste il mio core.

Donna, per vostra 'noranza

sicurastemi la vita,

donastemi per amanza

una treccia d'auro ponita

ed io la porto a membranza.