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By Ludovico Leporeo

Tu, che del bene altrui t'angi e t'irasci,

E de l'umanità dal termin esci,

Mentre ti avanzan altri, e tu decresci,

E d'interna agonia ti struggi e sfasci;

Non mai lagnar o sospirar tralasci,

Ma di cordoglio a te medesmo incresci,

Nell'altrui gioie il pianto amaro mesci,

E di livor e di rancor ti pasci.

Con le lusinghe più t'inviperisci,

Nelle d'altrui prosperità strangosci,

E nel malor di tisichia marcisci.

Occhi hai sanguigni, maliardi e rosci,

Qual lupo guati, e nel guatar ferisci,

Né fede o legge od amistà conosci.