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By Anton Francesco Grazzini

O tutti voi ch'avete

doglia e maninconia,

venite a fare a Bondo compagnia.

Costui da piccol s'allevò un cane

con fatica e sudore,

il più bello e 'l migliore,

che bevesse acqua o mai mangiasse pane:

e' faceva cose altere e più che umane,

per ciò che sendo bracco,

oltre al levar le lepri, le pigliava,

e prese le portava

al suo signor, né si vedea mai stracco:

avrebbe preso un sacco

di pernici e di starne,

se s'abbatteva per sorte a trovarne.

Ma se tornar se ne vedea talvolta

da caccia senza preda,

or chi sia che mel creda?

pigliando oche e capponi andava in volta,

e con viso giocondo

gli dava al suo Gismondo;

ed era sì sagace e tanto esperto,

che mai non fu scoperto.

Guardate dunque che cane era questo!

Ma chi volesse il resto

dir delle sue virtù,

scriver gli converrebbe un anno e più.

Or sendo nel più bel della sua vita,

nell'età più fiorita,

non mica rogna o scabbia,

ma gli venne la rabbia,

oh miseria degli uomini infinita!

tal che a forza da noi fece partita:

così morì, che si chiamava Pino.

Poi innanzi alla sua morte fece cose

troppo miracolose

onde Bondo tapino,

chiamando il ciel crudele, iniquo e ingrato,

seco ha deliberato,

ove ei sia in piano, in poggio in valle, o in riva,

piangere il suo buon can, mentre ch'ei viva.