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Ecco, Erasto, il bel colle altero e santo,
Che al magnanimo Alnano il piè conduce:
Qui vedrem Poliarco, e vedrem quanto
In lui di gloria e maestà riluce.
Tu, che di spesso contemplarlo hai vanto,
Fammi presso di lui da padre e duce,
Ch'io non ho 'l guardo già saldo cotanto,
Che regger possa alla soverchia luce.
Pur coll'essempio tuo lena e fortezza
Destando ne' miei spirti, all'alta mole
Forse anch'io poggerò di sua chiarezza.
Così tu mi farai, come far suole
L'Augel di Giove, allor che i figli avvezza
A fissar le pupille in faccia al Sole.