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By Torquato Tasso

Or che lunge da me si gira il sole

e la sua lontananza a me fa verno,

lontan da voi, che del pianeta eterno

imagin sete, questo cor si dole

in tenebre vivendo oscure e sole;

e non si leva mai né si nasconde

sì mesto il sol ne l'onde,

che non sia cinto di più fosco orrore

l'infelice mio core;

né sì perpetui rivi han gli alti monti

come i duo caldi e lacrimosi fonti.

Fonti profondi son d'amare vene

quelli ond'io porto sparso il seno e 'l volto,

è 'nfinito il dolor che dentro accolto

si sparge in caldo pianto e si mantene,

né scema una giammai di tante pene

perch'il mio core in dolorose stille

le versi a mille a mille;

ma, s'io piango e mi dolgo, ei più m'invoglia

di lacrime e di doglia:

onde l'amor gradito esser dovrebbe,

che senza fin, come il dolor, s'accrebbe.

E s'alcun di mercede o di pietate

obligo mai vi stringe, esser non deve

circoscritto da fine angusto e breve:

perch'è ragion che sì pietosa abbiate,

com'io dolente, l'alma e no 'l celiate.

Felice il mio dolor se 'l duro affetto

sì v'ammollisse il petto,

ch'a me voi ne mandaste i messaggieri

d'amor, dolci pensieri!

Ma per continua prova ei non vi spetra

ché sete quasi dura e fredda pietra.

Né pur due lagrimette ancor de' lumi,

crudel, vi trassi; e, s'al partir mostraste

doglia o pietà d'opre gentili o caste,

quest'è fera cagion ch'io mi consumi

e mi distempri in lagrimosi fiumi.

Forse talor, di me fra voi pensando,

dite: "Ei si strugge amando;

ma non fia ch'ei mi piaccia o tanto o quanto

per amore o per pianto;

e vana speme l'error suo lusinga

qual d'uom che l'ombre in sogno abbracci e stringa".

Ma siate pur crudel quanto a voi piace,

ché, s'al candido petto io mai non toglio

tutto il freddo rigore e l'aspro orgoglio,

né voi torrete a me quel che mi sface

mortal dolore o quell'amor vivace;

né mi torrete mai che bella e viva

non vi formi e descriva,

per voi dolce stimando ogni mia sorte

e dolce ancor la morte,

s'avverrà mai che per voi bella e cruda

Amor quest'occhi lacrimando chiuda.

Vanne, mesta canzone,

ov'è lieta madonna; e, s'ella gira

i begli occhi senz'ira,

dille che l'amor mio sempre s'avanza,

nudrito di memoria e di speranza.