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By Emilio Praga

Quella notte davanti agli specchi

della casa un fantasma passò;

e ai ritratti dei poveri vecchi

alzò il pugno, e gemendo parlò:

— Siete teschi, laggiù in cimitero,

genitori del mio genitor;

dadi orrendi del giuoco Mistero,

da Dio colmi di sterpi e di orror.

Siete teschi, e nessun più vi dice:

“Fingi, ridi, pensoso buffon!

La moneta dell'uomo infelice

non ha corso, né luce, né suon!” —

Gote mie cui non seppero i baci

mascherar del sol velo sincer,

quando a braccio di donne fugaci

correvamo i perduti sentier!...

Poiché porvi non vale alla mostra,

come due palinsesti d'amor;

e può leggervi il volgo la giostra

combattuta dai mille dolor;

poiché al volgo narrarle non lice

le vittorie dell'aspra tenzon;

e il quattrino dell'uomo infelice

non ha corso, né luce, né suon...

Oh cadete, mie pallide gote,

e sull'ossa lasciate impietrir

l'onestà delle sfingi, le immote

che al deserto non ponno mentir!