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L'asino, quando e' ragghia, pargli avere
sì bella bosce e sì bella luchera
che, quando egl'incomincia alla 'mprimiera,
tutto sforza la bosce al suo potere.
E porta tanto affanno, per tenere
questa suo bosce, ch'egli esce di schiera
fra gli altri micci e va per la sentiera,
correndo salta sùe po' là 'ndo' père.
E quando e' vede che non può durare
questa suo bosce ch'egli ha cominciato,
ed e' si ferma e comincia a fiutare.
E quand'egli è così un po' restato,
el muso inverso 'l cielo egli ha a levare,
mostrando a tutti d'esser isdegnato.
Chi non è svemorato
gusti la chiosa e del miccio il valore:
comincia bene e poi n'ha poco onore.