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By Gian Giorgio Trissino

Dolci pensier, che da sì dolci lumi

conducete nel cuor tanta dolceza,

ch'io temo, l'alma ne' martiri aveza,

in disusato ben non si consumi,

non v'accorgete come bei costumi,

gentil parlare et immortal belleza

n'alzin da terra, e tanto quell'alteza

distrugga il cuor, quanto l'ingegno allumi?

Sì, v'accorgete pur, ma in tale ardore

la bella Donna mia dapoi si mostra,

che fa per un di voi nascerne mille.

Crescete, adunque, e sia la gloria nostra

di qui a mill'anni, che in un tempo Amore

divise in dui tutte le sue faville.