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Il non più udito e gran pubblico danno,
le morti, l'onte e le querele sparte
d'Italia, ch'io pur piango in queste carte,
empieran di pietà quei che verranno.
Quanti, s'io dritto stimo, ancor diranno:
— O nati a' peggior anni in miglior parte ! —
quanti movransi a vendicarne in parte
del barbarico oltraggio e de l'inganno !
Non avrà l'ozio pigro e 'l viver molle
loco in quei saggi ch'anderan col sano
pensier al corso de gli onori eterno;
ch'assai col nostro sangue avemo il folle
error purgato di color che in mano
di sì belle contrade hanno il governo.