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By Niccolò Tinucci

I' fo con teco l'ultimo lamento

per dirti sol che per soverchio amore

l'alma tapina spira, e 'l corpo more

quant'esser puossi in più crudel tormento.

Struggomi a poco a poco e tal divento

qual Meleagro al suo mortal furore;

torna la mia sembianza e 'l mio colore

simile a quel ch'è messo in munimento.

Né più che tanto spirito ci resta

ch'a questo estremo dir regga la voce

che sempre fugge innanzi al duolo acerbo;

e se misericordia non vien presta,

morendo a strazio, colle braccia in croce,

sarà questo di me l'ultimo verbo.