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I' fo con teco l'ultimo lamento
per dirti sol che per soverchio amore
l'alma tapina spira, e 'l corpo more
quant'esser puossi in più crudel tormento.
Struggomi a poco a poco e tal divento
qual Meleagro al suo mortal furore;
torna la mia sembianza e 'l mio colore
simile a quel ch'è messo in munimento.
Né più che tanto spirito ci resta
ch'a questo estremo dir regga la voce
che sempre fugge innanzi al duolo acerbo;
e se misericordia non vien presta,
morendo a strazio, colle braccia in croce,
sarà questo di me l'ultimo verbo.