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By Antonio Tebaldeo

S'io ti scrivo, crudel, l'intenso foco

che ognhor per te più Amor m'acende in petto,

nulla rispondi, e forsi per dispetto

stracci mei carthe e te ne prendi gioco.

S'io vengo al dolce e fortunato loco

ove si mostra il tuo celeste aspetto,

ti torzi altrove, e indarno un sguardo expetto:

cussì la mano e il pie' mi giova poco.

Sol mi giova il dormir: ché in sogno avaro

non m'è il tuo lume; alhor liete e contente

fai mie voglie, alhor mostri averme caro.

E perché a morte il sonno esser parente

se dice, questo augurio mi fa chiaro

che sol morendo fien mie doglie spente.