6.

By Ugo Foscolo

Rotte da tetro raggio le tenèbre

Cingeano il genitor che si giacca

Agonizzando sul letto funebre

E i moribondi sguardi al ciel volgea.

E in me che dal sudor freddo tergea

Sua amorta fronte affisse le palpebre,

E aprì le labbra, e addio dir mi volea....

Ma un Ahi sol trasse dall'ime latebre.

Poi mie querele udendo lagrimose

Deh basti! disse: e alla mal ferma palma

Appoggiò il capo, tacque, e si nascose.

E anch'io pur tacqui.... ma spirata l'alma

Cessò il silenzio, e alle strida pietose

La notturna gemea terribil calma.