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By Antonio Tebaldeo

Sùbito che ebbe da la fama inteso

giacer te per il parto inferma in letto,

perch'io te dia col mio cantar diletto,

Hippolyto pietoso a te m'a reso.

Pensa fra te se fui da gaudio aceso,

ché sol per te me piace il carcer stretto,

e mentre lontan vissi dal tuo aspetto

non ho anchor mai pur un sol detto preso.

Sperava ben trovar un fanciul nato

che mi facesse ognun porre in oblio,

ché mai più altro io non arei chiamato.

Finiva al nascer suo l'imparar mio;

ma quanto fia più tardi, fia più grato:

non ha piacer cum sé breve desio.