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Vago Fanciul, pria che spuntasse il giorno
Che alle nostr'aure i chiari lumi apriste,
L'eccelse de' vostri Avi ombre fur viste
Scorrer di Cipro a i vasti lidi intorno.
Uno fra lor, di maggior luce adorno,
In tai voci esclamò, di gioia miste:
"A tue sventure, o Cipro, acerbe e triste
Pon mente il Ciel, del fier Tiranno a scorno.
Il tuo Signor già nasce: il lieto fine
Noi veggiam di tue lagrime funeste
Da questo, in cui scendemmo, erto confine."
Così disse egli, e tacque; e poi che queste
Presaghe note udir' valli e colline,
Sparvero le grand'Ombre, e voi nasceste.