628

By Antonio Tebaldeo

Qualhor penso al girar dubio e legiero

de la volubil dea, non scio che dire:

monta quando l'huom crede al basso gire,

scende quando andar pensa a grado altiero.

Io che dal mio destin maligno e fiero

ebbi de non sperar mai de otenire

cosa da me bramata, hor d'un desire

mio più de gli altri disperato, spero.

Non già ch'io creda al tutto contentarme,

ché a me non daria il cielo intègro bene,

ma in parte del mio affanno aleviarme.

Misera me, ché cum questa arte viene

forsi Fortuna per più trista farme:

che duol fia il mio se fallirà la spene?