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Tu, che or trïunfi in tempo giovenile,
in teneri anni ed in età fiorita,
né pensi che tua fresca e verde vita
perda io stato suo vago e gentile,
se in questo nostro breve viver vile
non ben misuri la leggier partita
del tempo velocissimo (impedita
già tua beltà, che ognor non è d'aprile),
chiamarai gli anni andati e l'età calda
con voci cordïale e suspir tristi,
- Ohimè - gridando - ohimè, in quanto errore
stato è la cieca opinion mia salda!
Quando sirà mai più che amici acquisti,
o quale or pò ver me drizzar più amore? -