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By Filippo Scarlatti

Ave Regina d'ogni cielo e terra,

la qual santa parola ti fu detta

da l'angel Gabriel, che mai non erra!

Maria, il cui santo nome, a chi il diletta,

vive sicuro d'ogni mondan laccio

e tira l'alma al ciel pulita e netta,

grazia dal cielo, ogni cor pigro e diaccio

riduci in caldo e 'n perfetto operare,

e se' contro al nimico nostro braccio,

plena d'amore, al qual piaccia infiammare

la mente mia, si ch'io confesso e netto

non resti mai del tuo nome invocare.

Dominus tecum in etterno diletto

è 'l Padre, el Figlio e lo Spirito Santo,

e tu con lor: ch'ognun sie benedetto!

Beneditta sia il tuo nome quanto

tutte le crïature hanno valore,

laldata e ringraziata in ogni canto!

Tu fusti fatta e 'n te si fé il Fattore,

ché fusti, e se', d'Iddio madre e figliuola,

degna di lalde e sempiterno onore.

In mulieribus, donna, se' sola

eletta a tant'onore e a tal misterio

che nol comprende appien del mondo scuola.

Benedittus sia il Re del sommo imperio,

al qual tu prieghi che per grazia chiami

l'anime nostre al sommo refrigerio.

Fruttus fu quel che tu possiedi e brami,

a noi salute e 'n venia de' peccati,

menando al ciel di lui gli antichi brami.

Ventris intatto tuo, tutti e beati

ebbon la grazia di poter fruire

Iddio, dal qual s'avamo ribellati.

Tui siàn tutti e 'n te è 'l nostro disire;

e chi non ha da te grazia o aiuto

non credo che mai possa al ciel salire.

Iesus, Maria, che non fu conosciuto

da' suoi, né da noi remunerato,

priegal per noi, ch'io per vergogna amuto,

santa e umìle e nel più alto lato

infra l'etternità nostra sustegna

sì che 'l nimico nostro istia prostrato!

Maria, alta, umìl, presida e degna,

sopr'ogni crïatura alma colenda,

e della umanità bandiera e 'nsegna,

Mater, per grazia il mio orar si stenda

al cielo, atato da' tuo santi prieghi,

sì ch'a' peccati mia invenia si renda.

Dei tu se' cagion ch'a noi non dinieghi

el perdonare a me pien di peccati

e da' nimici miei mi tolghi e sleghi.

Ora per me, benché mie membri ingrati

non sien ferventi a ubidir la legge,

sendo da' mondan lacci avilupati.

Pro nobis ora, come per tuo gregge,

protettor nostra, monarca avocata,

per la qual l'uon si salva e 'l mondo regge.

Amen, clemente, come se' chiamata,

nella cui grazia tutto mi confido:

tu sola puoi far mia alma salvata

e d'ogni mie pensier fermo sussido.