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Ave Regina d'ogni cielo e terra,
la qual santa parola ti fu detta
da l'angel Gabriel, che mai non erra!
Maria, il cui santo nome, a chi il diletta,
vive sicuro d'ogni mondan laccio
e tira l'alma al ciel pulita e netta,
grazia dal cielo, ogni cor pigro e diaccio
riduci in caldo e 'n perfetto operare,
e se' contro al nimico nostro braccio,
plena d'amore, al qual piaccia infiammare
la mente mia, si ch'io confesso e netto
non resti mai del tuo nome invocare.
Dominus tecum in etterno diletto
è 'l Padre, el Figlio e lo Spirito Santo,
e tu con lor: ch'ognun sie benedetto!
Beneditta sia il tuo nome quanto
tutte le crïature hanno valore,
laldata e ringraziata in ogni canto!
Tu fusti fatta e 'n te si fé il Fattore,
ché fusti, e se', d'Iddio madre e figliuola,
degna di lalde e sempiterno onore.
In mulieribus, donna, se' sola
eletta a tant'onore e a tal misterio
che nol comprende appien del mondo scuola.
Benedittus sia il Re del sommo imperio,
al qual tu prieghi che per grazia chiami
l'anime nostre al sommo refrigerio.
Fruttus fu quel che tu possiedi e brami,
a noi salute e 'n venia de' peccati,
menando al ciel di lui gli antichi brami.
Ventris intatto tuo, tutti e beati
ebbon la grazia di poter fruire
Iddio, dal qual s'avamo ribellati.
Tui siàn tutti e 'n te è 'l nostro disire;
e chi non ha da te grazia o aiuto
non credo che mai possa al ciel salire.
Iesus, Maria, che non fu conosciuto
da' suoi, né da noi remunerato,
priegal per noi, ch'io per vergogna amuto,
santa e umìle e nel più alto lato
infra l'etternità nostra sustegna
sì che 'l nimico nostro istia prostrato!
Maria, alta, umìl, presida e degna,
sopr'ogni crïatura alma colenda,
e della umanità bandiera e 'nsegna,
Mater, per grazia il mio orar si stenda
al cielo, atato da' tuo santi prieghi,
sì ch'a' peccati mia invenia si renda.
Dei tu se' cagion ch'a noi non dinieghi
el perdonare a me pien di peccati
e da' nimici miei mi tolghi e sleghi.
Ora per me, benché mie membri ingrati
non sien ferventi a ubidir la legge,
sendo da' mondan lacci avilupati.
Pro nobis ora, come per tuo gregge,
protettor nostra, monarca avocata,
per la qual l'uon si salva e 'l mondo regge.
Amen, clemente, come se' chiamata,
nella cui grazia tutto mi confido:
tu sola puoi far mia alma salvata
e d'ogni mie pensier fermo sussido.