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By Niccolò da Correggio

Se l'occhio trapassò, Signor, l'obiecto

in contemplar di Te l'alto mistero,

colpa non fu la mia, ma per dir vero

d'una opra bella Tua fu sol diffecto:

ché avendo dato al suo ligiadro aspecto

de tutti i sensi miei l'arbitrio intiero,

l'occhio, al desio seguir prompto e legiero,

non puotte da ragione esser corretto.

Perdon Ti chiedo, e perdonar mi déi,

ché questi i gradi son per quai se ascende

a contemplar quel che là su Tu sei;

e se pur l'acto, Signor mio, te offende,

rafrena, Tu che pòi, gli affecti mei,

ché sempre dove è il cor l'occhio si extende.