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"L'ozio e il piacere e la discordia ingiusta
Han tolto a Roma il glorioso aspetto,
Con cui portò di sé tema e diletto
Fin dentro il cor dell'Etiopia adusta.
Ma lo squallor, che alla gran Donna augusta
Turba i begli occhi, un dì cangiarsi aspetto,
Che a lei genio miglior de' figli in petto
La bella renderà forma vetusta."
Signor, così cantasti, e al suono amico,
Ch'alto rimbomba, de' presagi tuoi
Veggio la speme in fronte a Roma, e dico:
Ben l'almo inaridì germe di Eroi,
Ch'ebbe altra età; ma del gran genio antico
Tu sol ne rendi una gran parte a noi.