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By Antonio Tebaldeo

Formar tra me non posso alcun disegno,

né mai volger mi scio da parte alcuna,

che sempre inanti non mi sia Fortuna,

che sino in culla ebbe mia vita a sdegno.

Se pur talhora in la sua gratia vegno,

sùbito me si volta oscura e bruna,

e tanto mal a un punto mi raduna

ch'io non scio come me rimanga ingegno.

Ma tenga ferme in me l'usate tempre,

volga la rota intorno e batta l'ale,

ch'io starò saldo e non fia ch'io me stempre!

S'io vinco, acquistarò fama immortale;

se lei me vince, averà infamia sempre,

essendo ella una dea et io mortale.