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By Battista Guarini

Rose, che l'arte invidiosa ammira,

cui dié Natura i pregi, Onor le spine,

rose, di primavera infra le brine

e 'l caldo sol, che 'n duo begli occhi gira.

Purpurea conca, in cui si nutre e mira

candor di perle elette e pellegrine,

dove stillan rugiade alme e divine,

dov'è chi dolce parla e dolce spira.

Amor, ape novella, ah, quanto fora

soave il mel che dal fiorito volto

suggi e poi su le labra il formi e stendi.

Ma tu 'l guardi con l'ago, ah, crudo e stolto,

se ferir brami, al bianco petto scendi

e di sì degno cor tuo straLE ONORA.