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By Antonio Tebaldeo

Fiume, che il tuon de' mei crudi tormenti

tempri col mormorio lento e süave,

se sentessi il dolor quanto gli è grave

forsi alzaressi meco i sordi acenti.

La pena mia non già, ma il piacer senti

di quella ch'è cagion che in te mi lave.

Io fuggo, a lei tu corri; ov'è la nave,

ch'io venga teco e mia fortuna tenti?

Pur vorrei ritornar, bench'io sia excluso,

ché dove ella non è, viver non posso,

senza vergogna a te me stesso acuso.

Ma se anco tu non sei di pietà scosso,

queste lacrime almen portagli giuso:

sì poca soma non te gravi adosso.