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By Torquato Tasso

Già bevvi in Ippocrene; or solo asciutti

in me gli occhi non sono; e chi m'impetra

più da Febo favor, s'egli s'arretra

di là 've uom con fortuna irata lutti?

Ama ei cor molle che germogli e frutti

lieti pensieri; il mio per duolo impetra:

Amor, che spende in me la sua faretra,

forse i miei carmi ha di sua man costrutti.

Eco forse son io che non ben piene

rendo l'alte sue note e non espresse:

parte, mentre le detta, anco n'oblio.

Fa ch'appien le risuoni, alato dio,

e fian le interne voci auree catene

a lei ch'or d'un crin d'oro a me le tesse!