653

By Antonio Tebaldeo

Certo quello è crudel che un corpo ocide

e da le membra sue l'alma diparte;

non men pecca colui che hoggi in due parte

l'aflicto corpo mio sepra e divide.

Questo dico a Fortuna empia che ride

d'ogni mio male ho per sua industria et arte.

Se da te, donna, il mio corpo si parte,

chi serà quel che lo sustenga e guide?

Né i piedi, né il dextrier pòn darmi aita:

adopri pur Fortuna ogni suo ingegno,

morto son senza te, tu sei mia vita.

Ma già provisto è al mio poco sustegno:

lei per nave ordinò la mia partita,

ché al corpo morto è bon socorso un legno.