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By Angelo Di Costanzo

Gloria del secol nostro, invitto e raro

spirto, che ne la tua più ferma etate

sei gito al ciel per sì solinghe strate

che dopo Cesar pochi unqua passaro,

hor che dal gran Motore a cui sei caro

prendi i premi de l'opre alte e preggiate,

e forsi narri al glorïoso frate

i chiari gesti tuoi che 'l mondo ornaro;

Italia, c'hai lasciato in pianti e 'n strida,

già devria haverti un mausoleo costrutto,

maggior di quel che fe' la gran regina,

ma farlo eguale al tuo valor si sfida,

anzi si lagna che 'l suo corpo tutto

è breve urna a coprir tanta ruina.