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By Torquato Tasso

Guido, nube non è che l'alba indori

ne l'oriente, od Austro imbruni o stringa

Borea, dove il pensier non mi dipinga

Vincenzo in giostra e i meritati allori;

e nel vel de la notte e ne gli orrori

il veggio, e par che d'arme ivi si cinga;

ned aura move suon che non mi finga

pur una voce che 'l suo nome onori.

Allor prendo la penna e carte vergo

de le sue lodi, e n'apparecchio e n'orno

ov'io stenda le prose e stringa i carmi;

e, se non fia chi nel solingo albergo

turbi i dolci pensier, invidia e scorno

spero n'avranno anco i metalli e i marmi.