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Signor, di tante glorie il Mondo empiete,
Che ognun vi guarda e di stupor dà segno,
E v'è chi de' bei pregi, onde splendete,
Tesser vorria poema altero e degno.
Chi scriver brama per sottrarvi a Lete
I magnanimi spirti e 'l chiaro ingegno;
Chi l'illustre sudor, che offerto avete
In tante guise al pubblico sostegno.
Altri all'onor degli avi incontro vanno,
Altri alle Rime, ch'a i gelati mostri
Del tempo e dell'invidia ingiuria fanno.
Ma poi, che pro, se i più purgati inchiostri
Dar quella vita a voi mai non potranno,
Che può darvi il valor de' carmi vostri?