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By Erasmo da Valvasone

Han così fisso inique stelle in cielo

che questa inutil mia terrena spoglia

giaccia mai sempre, e d'una in altra doglia

varchi passando con la state il gelo?

O pena è de le mie colpe, che velo

non han, ch'al mio fattor coprir le soglia?

Od è pur tal di lui pietosa voglia,

ch'io mercè chiami almen nel bianco pelo?

Tu madre e sposa sua, tu, tu di noi

tutrice dea, se rettamente inchino

l'alma al tuo nome, a' sacrificii tuoi,

pregal per me, perdon m'impetra: i suoi

giusti sdegni tu plachi, e tu il destino

instabil rendi e van, sempre che vuoi.