67

By Alessandro Sforza

Vidi quel sole che l'altro sole amorza,

Con tal splendor che al mondo ogni altro ha spento,

Dolce porgendo a l'alma mia tormento

Sofferto al troppo lume e tanta forza;

E l'angelica forma, che mi sforza

Al dolce mio martir e dolce stento,

Io vidi e scorsi l'alto portamento

Celeste e divo e immortal sua scorza.

Unde un pensier d'amor e un tal disio

Al cor se accese e de sì ardente voglia

Che, bramando mercé, chiamava morte.

Ma ben se accorse del mio stato rio

La donna che, per fren d'ogni mia doglia,

Volse ver' me le luce a pietà accorte.