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By Tommaso Campanella

Non Licida, né Driope, né Licòri

pôn mai, Niblo gentil, farti immortale,

se d'amor infinito oggetto eguale

l'ombre non son, né gli cadenti fiori.

La bellezza, che in altri ammiri e adori,

nell'anima tua diva più prevale;

per cui lo spirto mio spiega anche l'ale

verso le note degli eterni ardori.

Illustra dunque quel che 'n te risplende

con l'amor di virtù che mai non manca,

e laudi immense da Dio solo attende.

Di far conto con gli uomini omai stanca

l'anima mia, la tua richiama, e rende

alla scuola di Dio con carta bianca.