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By Auteur inconnu

Tante grazie, o Signore, in me spargete,

Ch'io per rendere a voi d'amore un pegno,

Che forse sia non di memoria indegno,

Bramo co' versi miei sottrarvi a Lete.

Ma voi tanto alto d'ora in or v'ergete,

Volando per lo Ciel di segno in segno,

Che non potrebbe il più veloce ingegno

Giunger coll'ali, ove voi giunto siete.

Che farò dunque? ahi lasso! io ben comprendo,

Magnanimo Signor, che resta incerto

S'io più col dire o col tacer vi offendo.

Ma poiché il calle è sì sublime ed erto,

I vostri pregi onorerò tacendo:

Ché talor bassa lode oscura il merto.