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By Malatesta Malatesti

Glorïoso Signore, in cui riluce,

come in perfecta iddea, la tua factura;

del mondo general ministro e duce;

eterno, perché in te non si misura

né futur né passato, anzi presente

sempre risplende in te la creatura;

o Padre fecundissimo e potente,

che mai non manchi generar quel Verbo

che prese carne per l'humana gente!

Non se inalzò come l'angel superbo,

anzi in forma di servo visto fue,

sostenendo per noi martìre acerbo,

l'Amore el qual procede d'ambedue:

Spirto vivificante, unde resulta

tre persone e un Dio, ché non è piùe!

Esser vuol mente ben purgata e culta

ch'apprenda tant'altezza, né esser puote,

se non è alma ben di gratia fulta.

O anime purissime e devote,

levate l'intelletto a tal mistero,

a ciò che le speranze non sien vote,

sforzate specular col cor sincero

che non gustaste mai magior piacere,

perché nulla dolcezza passa il Vero!

Chi somma verità vuol possedere,

ne la essenza divina la ritrova,

ché altrove seria vano ogni pensiere:

o sicura ricchezza, in che si prova

gaudio infinito, interminabil bono,

ove la gloria d'uno a tucti giova!

Sollazzi, feste, balli, canti e sono

in la cictà del gran Re sempre abonda,

e lui è insieme donatore e dono.

Siede presso di lui quella gioconda,

humile Ancilla, Donna celestiale,

piena di gratia e carità profonda.

O felice colui che sotto l'ale

de lei si posa, che non teme pioggia,

caldo, freddo, tempesta o vento australe!

Madre de' peccator', Madre ove alloggia

somma bontà, pietà fuor di misura,

e dell'humana spetie sosta e poggia!

Per la tua humiltà, Vergene pura,

s'aperse i cieli, e 'l to dolce factore

discese in terra e fessi tua factura.

Bene è beato quel che pone il core

a contemplarti, perché se' la torre,

refugio e rocca d'ogni peccatore;

chi gratia aspecta, e a te non ricorre,

e spera senza te vita beata,

vola senz'ale, e senza piedi corre.

Fa ch'io mi strugga, o nobile advocata,

e languisca d'amor nel dolce lato

ove nostra salute fu causata!

Intorno a quel consiglio sì presiato

nove ordini di spirti eletti gira.

El primo è tutto acceso e infocato

de la gran carità che Dio li spira:

Seraphin' è chiamato, e esso accende

gli altri, e infiamma al Ben che sì desira.

Cherubin' è il secondo, e vo' ch'entende:

plenitudine è detto di scïenza:

l'interpretatïon questo comprende.

Illuminato è da la Somma Essenza,

e esso alluma gli altri, e questa dote

per lo comunicar prende excellenza.

El terzo è Troni in queste sancte rote,

ove la diva excelsa monarchia

porge le sue sententie aperte e note,

sedendo a giudicar senno e follia,

punendo e premïando, e li predecti

ordini tre fanno una gerarchia.

Poi, sopra gli altri spirti benedecti

le Dominatïon' han magistero,

e tene el quarto loco fra i perfecti;

el loro offitio è che 'l prelato intero

governi con virtù gl'inferïori,

e questo gliene dà forza e pensiero.

El quinto è Principati in tali honori,

e conforta che sieno reverenti

e sottoposti tutti ai lor maggiori;

e tal nome ha perché principalmenti

riduce tutti al principal Initio,

e humili, devoti e obedïenti.

Le Potestadi segue al sexto offitio,

e queste ci dà forza che li rei

spirti non ci conduca a precipitio,

difendendo da molte doglie e omei.

E così la seconda gerarchia

è terminata al fin degli ordin' sei.

Séguita in tanta dolce psalmodia

le Virtuti, nel septimo s'accende

(e questo è lor misterio e vigoria)

a far miraculi e virtù, in che splende

principalmente lo Divino Amore,

e da quello vigore e forza prende.

Arcangel' trovi nell'octavo honore,

e sonno i summi numptii, e comanda

come principi all'infimo splendore.

L'ultima spera Angel' s'adimanda,

che sonno messi a nuntïare in terra

la volontà di Quel che giù li manda;

e al cerchio propinquo lume afferra,

e essi alluma noi, guarda e difende,

purché vogliamo, da tempesta e guerra.

Quivi finisce, e più là non s'extende

la terza girarchia. Hora varchiamo

oltre quanto che Dio lume n'accende.

Dall'una parte siede el padre Adamo,

Abel, Melchisedech, el gran Noè,

Abram, David, come nöi troviamo,

e l'altri antichi fermi in vera fé;

poi sta nel mezzo, com'io pongo in metro,

el Baptista, propinquo al Sommo Re,

che mai surse magior prima né retro.

Da l'altra parte posa in loco electo,

principe degli apostol', Simon Pietro,

Paulo, Giovanni e 'l ceto benedecto

de' discipul' di Christo uniti e puri,

e l'innocenti accepti al Sir perfecto;

Stefano con Lorenzo, sì securi,

con tant'altri che corse al ver martiro,

che non è lingua che 'l dica o figuri:

mille migliara, ch'ognun più che viro

sofferse tal' tormenti e tal' dolori,

che non è acto human, ma proprio miro.

Séguita i nobilissimi doctori

col collegio presiato e lunga schiera

delli humili e devoti confessori.

Fra gli altri, equale al gran Baptista, v'era

Ieronimo, mio dolce e car signore,

li cui bei detti al mondo è una lumera;

monaci e heremiti con stupore,

Benedecto e Francesco, caldo e pieno

di quella carità che i passò il core.

O padre, quando io penso, vengo meno,

a tanta fede, che Dio omnipotente

te sigillò le man', li piedi e 'l seno!

Bene el predisse el doctor de le gente,

a' Galathi scrivendo con tant'arte:

di te prophetizò veracemente.

Hora el femineo sexo si comparte

puro e devoto, e comenzo da quella

Maria ch'elesse già l'optima parte,

Magdalena devota, sancta e bella,

Agata con Agnese e con Lucia,

Caterina che luce più che stella,

con tucte l'altre donne in compagnia.

Ultimamente alfin vi si comprende

parvuli baptizzati in dricta via.

Hor qui fo punto, ché piu là non tende

tenebroso intellecto e rude canto,

ché steril terra poco fructo rende.

Sia gloria al Padre, al Figlio e al Spirto Santo.