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By Michelangelo Buonarroti

Un gigante v'è ancor, d'altezza tanta

che da' sua occhi noi qua giù non vede,

e molte volte ha ricoperta e franta

una città colla pianta del piede;

al sole aspira e l'alte torre pianta

per aggiunger al cielo, e non lo vede,

ché 'l corpo suo, così robusto e magno,

un occhio ha solo e quell'ha 'n un calcagno.

Vede per terra le cose passate,

e 'l capo ha fermo e prossim'a le stelle;

di qua giù se ne vede dua giornate

delle gran gambe, e irsut' ha la pelle;

da indi in su non ha verno né state,

ché le stagion gli sono equali e belle;

e come l' ciel fa pari alla suo fronte,

in terra al pian col piè fa ogni monte.

Com'a noi è 'l minuzzol dell'arena,

sotto la pianta a lui son le montagne;

fra' folti pel delle suo gambe mena

diverse forme mostruose e magne:

per mosca vi sarebbe una balena;

e sol si turba e sol s'attrista e piagne

quando in quell'occhio il vento seco tira

fummo o festuca o polvere che gira.

Una gran vecchia pigra e lenta ha seco,

che latta e mamma l'orribil figura,

e 'l suo arrogante, temerario e cieco

ardir conforta e sempre rassicura.

Fuor di lui stassi in un serrato speco,

nelle gran rocche e dentro all'alte mura;

quand'è lui in ozio, e le' in tenebre vive,

e sol inopia nel popol prescrive.

Palida e gialla, e nel suo grave seno

il segno porta sol del suo signore:

cresce del mal d'altrui, del ben vien meno,

né s'empie per cibarsi a tutte l'ore;

il corso suo non ha termin né freno,

e odia altrui e sé non porta amore;

di pietra ha 'l core e di ferro le braccia,

e nel suo ventre il mare e ' monti caccia.

Sette lor nati van sopra la terra,

che cercan tutto l'uno e l'altro polo,

e solo a' iusti fanno insidie e guerra,

e mille capi ha ciascun per sé solo.

L'etterno abisso per lor s'apre e serra,

tal preda fan nell'universo stuolo;

e lor membra ci prendon passo passo,

come edera fa el mur fra sasso e sasso.