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Sotto 'l giogo d'Amor Speranza e Fede
solcaro i miei desir campo fecondo,
e di quei frutti che più stima il mondo
l'arator fortunato ebbe mercede.
Or che la Speme fulminata verde,
cede al giogo il sostegno suo secondo:
resta l'aratro grave immobil pondo,
né più dietro il cultor gli move il piede.
Spento il seme miglior, la 'nculta terra,
d'acqua inondati di due larghi fiumi,
produce un mostro venenoso e crudo;
e se con l'arco di celesti numi
il mio sol non dà fine a tanta guerra,
che potrà più il desir soletto e nudo?