69
Arser gran tempo in Ciel d'ira e di sdegno
Il Dio guerriero e l'erudita Dea,
Ché un la man coltivar, l'altra l'ingegno,
Ei coll'armi, e coll'arti ella volea.
Intanto d'armi ostili Italia segno
L'inesorabil Nume ognor facea,
E la placida Diva in ozio indegno
L'opre e i talenti illanguidir vedea;
Quando un Astro novello a mirar prese
La più bella di Europa afflitta parte,
E di pace destò le antiche imprese.
Allor tornò nel prisco onore ogni arte,
Tosto che il caldo de' bei raggi intese,
E si strinsero in Ciel Minerva e Marte.