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By Torquato Tasso

Chiaro Vincenzo, io pur languisco a morte

in carcer tetro e sotto aspro governo,

fatto d'ingorda plebe e preda e scherno,

favola e gioco vil d'acerba sorte.

Lasso! e fur chiuse le dolenti porte,

ch'uscio a me son di tormentoso inferno,

ne le nozze di lei che del materno

ventre e del regio seme è a te consorte.

E mi vedesti tu poc'anzi, e i lumi

a me volgesti dolcemente: ahi lasso!

In che debbo sperar s'in ciò non spero?

Ferro in cava profonda o 'n alpe sasso

rigido sei, s'amico e pio pensiero

non ti commove. Oh secoli! oh costumi!