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By Auteur inconnu

O di virtute amica luce, e bella,

Che siedi al fren della mia mente, o rendi

Ogni mia voglia alla ragione ancella,

O parti, e lascia il cor, se nol difendi;

Ché sebben tu, quasi benigna stella,

Sul desir cieco i vivi raggi stendi,

Pur crescendo l'interna aspra procella,

Col tuo don non mi giovi, anzi m'offendi.

Men grave fora all'Alma mia smarrita

Tra fosco accolta, e periglioso orrore

Incontrar morte, e non conoscer vita.

Che valmi il tuo splendor senz'altra aita,

Se tratta pur dal mal usato ardore

Seguo il mio error, dell'error mio pentita?