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By Auteur inconnu

Il tempo vola, e nel suo volo anch'io

Vie più ratta d'ognun corro alla morte,

Se la piaga, che femmi acerba sorte,

Breve spazio minaccia al viver mio.

Già più Sirio non latra, e 'l biondo Dio

A più dolce stagion n'apre le porte:

Tempo è dunque oggimai, che per vie corte

Cerchisi imponer tregua al mio desio.

Che se Damma ferita in cara parte

Tosto il fonte non trova, onde si sani,

Vane poi le saran natura ed arte.

Dal tuo fonte d'amor non m'allontani

Spero, dolce mia Madre, e a parte a parte

Queste viscere tue presto risani.