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Poiché Morte crudel con mano ardita
Troncò lo stame del Monarca Ibero,
Vedovo e mesto quel sovrano Impero
Al Ciel voltossi ad implorare aita;
E supplicò l'alta Bontà infinita
A darli un Rege, che col braccio altero
E giusta lance, or placido, or severo,
Sì vasta Monarchia reggesse unita.
Preci sì degne non andar già vòte,
Perché a trarla da duol così profondo
Prefisso fu su nell'eterne ruote
Che regger debba un così nobil pondo
Il Germe eccelso, quel sovran Nipote,
D'un Re sì saggio e sì potente al Mondo.