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Ahi come siede addolorata e mesta,
Pallida in volto, con dimesse ciglia,
Preda d'aspro martir, che il cor le infesta,
L'unica di Sion inclita figlia!
Già sotto spoglia di grand'or contesta
Fra varie sete, o candida o vermiglia;
Or cinta di gramaglia atra e funesta,
Quale un tempo era già, più non somiglia.
L'allegre veglie, i lieti balli e 'l canto,
Ove di sacre squille il suon l'appella,
Cangia in preci divote e in umil pianto.
Ricerchi Roma, e non appar più quella:
Negletta è sì; ma sì negletta, oh quanto
Alle luci di Dio sembra più bella!