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Non viene a me pensier, che ancor non vegna
Eurilla seco, ed io nol fermi in lei;
Ella nol turba, e sol de' foschi e rei
Vuol che il buono s'illustri e 'l reo si spegna.
Sovra l'animo mio sì dolce regna,
Che in libertà sì pago io non vivrei:
Fa servir con diletto i sensi miei,
E amico impero alla ragione insegna.
Ella si rende i pensier' miei soggetti,
Non già per trarmi indietro incatenato,
Ma per farmi regnar sovra gli affetti.
Oh signoria gentil, che il cuor turbato
Su gli appetiti suoi sola rimetti
Con tanta pace in signorile stato!