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O zeffiretto, che movendo vai
Le molli piume all'arboscello intorno,
Che in memoria di lei, poiché ritorno
Fece all'alta sua sfera, io qui piantai;
Sia tuo pensiero che del Sole i rai
Gravi ei non senta nel fervor del giorno;
Sia tuo pensier che il verde manto adorno
Il freddo verno non gli spogli mai.
Tal che, delle stagioni all'ire tolto,
Cresca all'onor di questa selva amena,
Col bel nome di lei nel tronco accolto.
Così mai non ti chiami alla catena
Eolo tuo Re, ma libero e disciolto
Errar ti lasci, ove il desio ti mena.