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By Auteur inconnu

Figlie de' miei sospiri, aure amorose,

Che dolcemente lusingando andate

L'alta mia doglia, e il fuoco in sen temprate,

Che di propria sua mano Amor vi pose,

Ite d'Uranio nelle selve ombrose,

E i miei tormenti ad uno ad un narrate,

Sicch'egli poi, mosso di me a pietate,

Canti le doglie, c'ho nel petto ascose.

Se da voi tanto impetro, ho certa speme

Ch'al soave cantar d'Uranio mio

Avrà Dori pietà delle mie pene.

Avralla; ch'al suo canto ho vedut'io

Là di Tegea nelle contrade amene

Muoversi il monte ed arrestarsi il rio.