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Assorta in Dio, la Verginella Ebrea
Piangea del Mondo e le ruine e i danni:
“Vieni, o gran Re del Ciel,” tra sé dicea,
“Del serpe antico ad ammendar gl'inganni.”
Or mentr'ella così forte gemea,
Ecco un Nunzio dal Ciel battendo i vanni,
Che giunto a quella, che d'amore ardea:
“Già il Ciel”, le disse, “udì sì giusti affanni.
Sappi che in Madre sua ti elegge un Dio,
Che serberà del verginal tuo fiore
Sempre più intatto il bel candor natio.”
Ella rispose: “Ecco del mio Signore
L'Ancella”; e allora il Verbo a lei si unio,
Ed il Mondo tornò nel primo onore.