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Di purissimo amor l'affetto mio
Un alto e vasto fiume ecco s'è fatto,
E dal fonte del cor, che puro e intatto
Il Ciel serbò, limpido e vago uscìo.
A toccar più d'un vario oggetto pio,
In cui veder si può, come in ritratto,
La divina beltà, corre distratto,
Senza mai conturbarsi in più d'un rio.
Però il vagar dell'acque pellegrine
Non toglie in modo alcun che non arrivi
La crescente maggiore al suo confine.
Riuniti gli umori fuggitivi,
In te, Fillide mia, sboccano alfine,
Come in mar di bellezza, il fonte e i rivi.