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By Auteur inconnu

Questo pianto, o Signor, che in larga vena

Dal cuore or sorge ad allagarmi il ciglio,

Frutto è d'Amor, che a' piedi tuoi mi svena,

Non che di speme o di timor sia figlio;

Né piango io già, perché al fallir fia pena

Dal tuo bel regno un sempiterno esiglio;

Né, perché di tormenti orrida scena

Laggiù m'aspetti, al ben oprar m'appiglio.

Se pena fosse all'amor mio l'Inferno

E 'l Ciel mercede a gli empj affetti e rei,

Sconvolto il tuo sublime alto governo,

Vie più fido e costante io t'amarei,

Perché in amarti ogni mio senso interno

Ama non quel che pòi, ma quel che sei.