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Qual mai Natura scelse o di Natura
Tu gran Fabbro scegliesti avorio od oro
Sì fino, onde formar l'alto lavoro,
Che fammi unica al Mondo in esser pura?
Foschi appo me, se a fuoco arte gl'indura,
Gli specchi son, che somigliante a loro
Mi festi; ma sì chiari unqua non fòro,
Com'io, di Carità tersa all'arsura.
Nel giungersi al suo vel lo spirto mio
In me tu miri, e, s'ombra in te non hai,
Tua purissima immago in me serb'io.
Quale io sono per te, da me sarai.
Ecco della tua luce, ecco, o gran Dio,
Splender lo Specchio, e in te tornarne i rai.