7 [Di anonimo]

By Auteur inconnu

Lo degno e dolce amor del natio loco,

che nel cor di ciaschun Natura cria,

volge la mente mia,

Pisa, sovente ad contemplar tuo stato,

unde l'alma dolor sente non pocho

però ch'io veggio ch'èe, per guerra ria,

tucta tua vigoria

e ogni tuo poder quasi annullato;

e se nel 'magginar non sono errato,

tu seresti chiamata imperadrice

se, con pace felice,

volessi tua franchessa mantenere,

ragion seguendo e non falso volere.

Tucte quelle cità che Ytalia serra

a te, come a più degna et a maggiore,

ti renderiano honore,

seguendo con amor tua bella insegna,

se da te fusse rimossa la guerra

la quale or ti consuma dentro e fore,

e sovente disnore

ti fa, con danno tal c'altri ti sdegna;

ché tu sai ben che 'l loco ou' ella regna

sempre distrugge e d'allegressa priva

né mai da lei diriva,

secondo il mio parer, gioia né bene,

ma porge spesso altrui dolori e pene.

Apre ben li tuoi occhi, Pisa, e mira

nelle parte ch'a te son men<o> distante,

e allor mi di' quante

trovi città per guerra subblimate;

e<e> ai lontani paesi poi li gira

e guardati di retro o vuoi davante,

dal Ponente al Levante,

e dalle fredde alle calde contrate,

ché certamente credo, in veritate,

che castelli e città troverai rado

che guerra in alto grado,

con l'oper suoi crudele, abbia reducte,

ma troveraine assai per lei distructe.

Vu'è il poder del superbo Ylione

che contra i Greci fe' prova sì dura?

Ove le forte mura

son ruinate, dall'anticha Thebe?

Ou'è la bella roccha di Didone?

E Roma ou'è che fue in tanta altura?

Certo, se al ver pon cura,

guerra à diserte loro e le lor plebe

e perfidi villan<i> volgen le glebe

e vanno talora resecando i pruni

nel locho dove Luni

esser solìa con bella et ricca corte

pria che provasse di guerra le sorte.

Lo mal ch'à fatto o fa nell'universo

questa crudel, dispietata e nocente,

non è sì saggia mente

che a pien lo potesse immaginare;

ma nota la sentensa del mio verso

e in te medesma la pensa sovente,

prima c'al tucto spente

sian le potense in te dell'operare;

che gran senno è a saper governare

altri se stesso per lo exemplo altrui.

Però, innansi che rui,

fa' ch'abbi dentro a te amor verace

e poi t'amanta di perfecta pace.