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By Giacomo Leopardi

O aspettata in ciel, beata e bella

Anima, che di nostra umanitade

Vestita vai, non, come l'altre, carca;

Perchè ti sian men dure omai le strade,

A Dio diletta, obediente ancella,

Onde al suo regno di quaggiù si varca;

Ecco novellamente alla tua barca,

Ch'al cieco mondo ha già volte le spalle

Per gir a miglior porto,

D'un vento occidental dolce conforto,

Lo qual per mezzo questa oscura valle,

Ove piangiamo il nostro e l'altrui torto,

La condurrà de' lacci antichi sciolta

Per drittissimo calle

Al verace oriente, ov'ella è volta.

Forse i devoti e gli amorosi preghi

E le lagrime sante de' mortali

Son giunte innanzi alla pietà superna;

E forse non fur mai tante nè tali,

Che per merito lor punto si pieghi

Fuor di suo corso la giustizia eterna;

Ma quel benigno Re che 'l ciel governa,

Al sacro loco ove fu posto in croce,

Gli occhi per grazia gira;

Onde nel petto al novo Carlo spira

La vendetta, ch'a noi tardata noce,

Sì che molt'anni Europa ne sospira:

Così soccorre alla sua amata sposa;

Tal che sol della voce

Fa tremar Babilonia e star pensosa.

Chiunque alberga tra Garonna e 'l monte

E 'ntra 'l Rodano e 'l Reno e l'onde salse,

Le 'nsegne Cristianissime accompagna;

Ed a cui mai di vero pregio calse

Dal Pireneo all'ultimo orizzonte,

Con Aragon lassarà vota Ispagna:

Inghilterra con l'isole che bagna

L'Oceano intra 'l Carro e le Colonne

Infin là dove sona

Dottrina del santissimo Elicona,

Varie di lingue e d'arme e delle gonne,

All'alta impresa caritate sprona.

Deh qual amor sì licito o sì degno,

Qua' figli mai, quai donne

Furon materia a sì giusto disdegno?

Una parte del mondo è che si giace

Mai sempre in ghiaccio ed in gelate nevi,

Tutta lontana dal cammin del sole.

Là, sotto i giorni nubilosi e brevi,

Nemica naturalmente di pace,

Nasce una gente a cui 'l morir non dole.

Questa se più devota che non sole,

Col tedesco furor la spada cigne;

Turchi, Arabi e Caldei,

Con tutti quei che speran nelli Dei

Di qua dal mar che fa l'onde sanguigne,

Quanto sian da prezzar, conoscer dei:

Popolo ignudo, paventoso e lento,

Che ferro mai non strigne,

Ma tutt'i colpi suoi commette al vento.

Dunque ora è 'l tempo da ritrarre il collo

Dal giogo antico, e da squarciar il velo

Ch'è stato avvolto intorno agli occhi nostri;

E che 'l nobile ingegno che dal Cielo

Per grazia tien' dell'immortale Apollo,

E l'eloquenza sua vertù qui mostri

Or con la lingua, or con laudati inchiostri:

Perchè d'Orfeo leggendo e d'Anfione,

Se non ti maravigli,

Assai men fia ch'Italia co' suoi figli

Si desti al suon del tuo chiaro sermone,

Tanto che per Gesù la lancia pigli:

Che, s'al ver mira questa antica madre,

In nulla sua tenzone

Fur mai cagion sì belle e sì leggiadre.

Tu, c'hai, per arricchir d'un bel tesauro,

Volte l'antiche e le moderne carte,

Volando al ciel con la terrena soma;

Sai, dall'imperio del figliuol di Marte

Al grande Augusto, che di verde lauro

Tre volte, trionfando, ornò la chioma,

Nell'altrui ingiurie del suo sangue Roma

Spesse fiate quanto fu cortese.

Ed or perchè non fia,

Cortese no, ma conoscente e pia

A vendicar le dispietate offese

Col figliuol glorioso di Maria?

Che dunque la nemica parte spera

Nell'umane difese,

Se Cristo sta dalla contraria schiera?

Pon mente al temerario ardir di Serse,

Che fece, per calcar i nostri liti,

Di novi ponti oltraggio alla marina;

E vedrai nella morte de' mariti

Tutte vestite a brun le donne Perse,

E tinto in rosso il mar di Salamina.

E non pur questa misera ruina

Del popolo infelice d'oriente

Vittoria ten promette,

Ma Maratona, e le mortali strette

Che difese il Leon con poca gente,

Ed altre mille c'hai scoltate e lette.

Perchè inchinar a Dio molto convene

Le ginocchia e la mente,

Che gli anni tuoi riserva a tanto bene.

Tu vedra' Italia e l'onorata riva,

Canzon, ch'agli occhi miei cela e contende,

Non mar, non poggio o fiume,

Ma solo Amor, che del suo altero lume

Più m'invaghisce dove più m'incende:

Nè natura può star contra 'l costume.

Or movi; non smarrir l'altre compagne:

Che non pur sotto bende

Alberga Amor, per cui si ride e piagne.