70

By Giovanni de Mantelli di Canobio

Glorïoso de Cristo precu<r>sore,

vergine, eletto, pur immaculato,

da Dio santificato

nel ventro eletto de tua santa matre;

ch'al sacerdoto, già tuo vecchio patre,

dalli angiol fusti annunzïato in terra,

per cui a nui si reserra

el gran mistiero del Verbo incarnato,

da Isaia fusti profetizzato:

– Io son la voce che chiamo al diserto,

che di ciascun sia aperto

el camin dritto al nostro Redentore –.

O de verginità lucido fiore,

doppo Maria veramente el primero;

o più che ogni altro austero

in penitenza, o ver più che profeta!

De ti Iesù con voce mansüeta

parla alla turba e dice: – Mai livato

non s'è fuor del peccato

omo magior del gran Zoan Battista –.

O quanta gloria allor tuo nome acquista!

Tu fusti el primo e ver predicatore

che 'l nostro Redentore

annunzïasti e mostrasti col dito,

dicendo: – Ecco l'Agnel de Dio gradito,

ecco Colui che li pecca<ti> lieva

e che 'l mondo disgreva

del mortal pondo sol con la Sua croce! –

O trombetta de Dio, con alta voce

prenunzïavi el Suo caro Fïolo;

io dico ch'a ti solo

è de Iesù scoperto ogni secreto.

O eremita primo e mansüeto,

io torno addietro. Ben fusti felice

ch'el fu tua ostetrice

la santa Matre del Fïol di Dio.

Tu levavi de terra el to disio

e contemplavi la divina altezza

e la somma bellezza:

mente angelica avivi, essendo umano.

Nelle chiar acque del fiume Zordano

tu battizzasti Iesù benedetto

e non te fu disditto

el Divin Spirto veder in columba.

Poi <tu> sentisti quella chiara tromba

della voce del Padre che parlava,

e Iesù te mostrava,

dicendo: – Questo è 'l mio caro Fïolo.

Ogni piacer ho posto in Custui solo,

viditi Lui, ch'El è el diletto mio

e solo el mio disio;

I' L'ho mandato per voi comparare –.

Poi ritornasti all'ermo a predicare:

a ciascun grado dà' tu documento,

né già avisti pavento

d'ogne peccato reprender Erode,

che la consorte del fratel si gode.

Per la qual cosa te tolse la vita,

e tua alma gradita

descese a Limbo ove era el primo padre

e li altri padri, a cui le opre lezadre

tu raccontasti de Iesù perfetto,

per che 'l consorzio eletto

ne fe' gran festa e lassò el suo dolore.

Dopo la morte del Magno Signore,

montasti in ciel con Lui vitturïoso:

or<a> sie glorïoso

più che altro spirto fuor quel de Maria.

Priego ti, priego con la mente pia,

che li umil prieghi porge al Creatore

che 'l Suo acceso furore

levi da mi, bench'io <l'>abbia mertato;

e non riguarde al <mio> grave peccato,

ma alla Sua passïone e al tuo gran priego.

Deh, non me fare niego,

che l'alma mia nel fin salvata sia!

A ti me aricomando ed a Maria.